Canzona IX.
Opere — XVI. Canti carnascialeschi
Le fanciulle incominciano:
Donne, siam, come vedete,giovanette vaghe e liete.Noi ci andiam dando diletto,come s’usa il carnasciale:l’altrui bene hanno in dispettogl’invidiosi e le cicale;poi si sfogon col dir malele cicale che vedete.Noi siam pure sventurate!Le cicale in preda ci hanno,che non canton sol la state,anzi duron tutto l’anno;a coloro che peggio fanno,sempre dir peggio udirete.
Le cicale rispondono:
Quel ch’è la natura nostra,donne belle, facciam noi;ma spesso è la colpa vostra,quando lo ridite voi;vuolsi far le cose, e poisaperle tener secrete.Chi fa presto, può fuggireil pericol del parlare.Che vi giova un far morire,sol per farlo assai stentare?Se v’offende il cicalare,fate, mentre che potete.
Le fanciulle rispondono:
Or che val nostra bellezza,se si perde per parole?Viva amore e gentilezza!Muoia invidia e a chi ben duole!Dica pur chi mal dir vuole,noi faremo e voi direte.
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