I Suppositi — Prologo

Che talora i fanciulli si supponganoA nostra etade, e per addietro sianoStati non meno più volte suppositi;Oltre che voi l’abbiate nelle fabuleVeduto, e letto nell’antique istorie,Forse è qui alcuno che in esperïenziaL’ha avuto ancor. Ma che li vecchi sianoSimilmente dai giovani suppositi,Nuovo e strano vi dee parer certissima-mente: e pur, anco i vecchi si suppongono.Ma voi ridete? Oh, che cosa da ridereAvete da me udita? Ah, ch’io m’immaginoDonde cotesto riso dee procedere.Voi vi pensate che qualche sporcizia

Vi voglia dire o farvene spettacolo:Chè se veder voi vi aspettassi o intendereAlcuna cosa di virtù, starebbonviPiù gli occhi bassi e più la bocca immobile,Che a savie spose allora che si sentonoIn pubblico lodar con bello esordio.E questo mostra ben che non sête animeSante; perchè mai non veggiamo ridereSe non a quelle cose che dilettano.Ma non sono io sì indiscreto, che al minimoUomo di voi pensassi, non che a un popolo,O dire o mostrar cosa reprensibile.E bench’io parli con voi di supponere,Le mia supposizioni però similiNon sono a quelle antique che ElefantideIn diversi atti e forme e modi variiLasciò dipinto, e che poi rinnovate siSono a’ dì nostri in Roma santa, e fattesiIn carte belle, più che oneste, imprimere,Acciò che tutto il mondo n’abbia copia:Nè son simili a quelle che i fantastichiSofisti han ritrovate in dïalettica.Questa supposizion nostra significaQuel che in volgar si dice porre in cambio.Io v’ho voluto esplicare il vocabolo,Per tôrvi il pensar male; e farvi intendere,Che non vi sête apposti. Or dal supponereChe qui faremo de’ vecchi e de’ giovani,La Commedia avrà nome Li Suppositi;La qual se ascolterete con silenzio,Vi potrà dar col suo nuovo supponereNon disonesta materia da ridere.

Comentarios

Cargando comentarios…