113. Esser non può già ma' che gli occhi santi
Rime
Esser non può già ma’ che gli occhi santiprendin de’ mie, com’io di lor, diletto,rendendo al divo aspetto,per dolci risi, amari e tristi pianti.O fallace speranza degli amanti!Com’esser può dissimile e disparil’infinita beltà, ’l superchio lumeda ogni mie costume,che meco ardendo, non ardin del pari?Fra duo volti diversi e sì contrari
s’adira e parte da l’un zoppo Amore;né può far forza che di me gl’incresca,quand’in un gentil coreentra di foco, e d’acqua par che n’esca.
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