295. Di morte certo, ma non già dell'ora
Rime
Di morte certo, ma non già dell’ora,la vita è breve e poco me n’avanza;
diletta al senso, è non però la stanzaa l’alma, che mi prega pur ch’i’ mora.Il mondo è cieco e ’l tristo esempro ancoravince e sommerge ogni prefetta usanza;spent’è la luce e seco ogni baldanza,trionfa il falso e ’l ver non surge fora.Deh, quando fie, Signor, quel che s’aspettaper chi ti crede? c’ogni troppo indugiotronca la speme e l’alma fa mortale.Che val che tanto lume altrui prometta,s’anzi vien morte, e senza alcun refugioferma per sempre in che stato altri assale?
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