Adiecta (1905) — I — IV

Dice l’anno che muore a quel che nasce— Povero figlio mio, càpiti male!Il mondo è triste come un funeraleperchè soffre la fame o mal si pasce.

Mangiano pochi furbi a due ganascema digiunano troppi a l’ospedale,mentre, povero figlio, a ’l tuo nataleil prete ed il questor tesson le fasce!

Io saluto così l’ultima sera,larga lasciando eredità di piantoe tu nasci tra il nembo e la bufera.

Ma crescerai de’ sacerdoti a ’l canto,ne ’l fresco educator de la galerae ne ’l timor di Dio. Sei l’anno santo! —

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