2. A Roma

Poesie — Poesie postume — V. Sonetti politici

Da le arme ai corpi e dagli corpi alle almesorse l’imperio tuo giá, Roma altiera,quando tua spada veloce e severati die’ mille trionfi e mille palme.Lasciasti poscia le ferrigne salme(onde ogniun ti stimò pazza e leggiera)al mondo da te vinto; e la via veraprendesti opposta, di cui tanto calme,per vincerlo di nuovo, e dolcemente.Deh! non pianger l’imperio, Italia mia,che oggi l’hai vie piú certo e venerando;e sola avrai assoluta monarchiain austro, borea, levante e ponente,seguendo Roma il suo fato ammirando.

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