13. Sonetto di sdegno

Poesie — Poesie postume — IV. Rime amorose

Donna, dissi talor che gli occhi vostrieran del ciel due fiammegianti stelle:dicolo ancor, ma di quell’empie e fellech’apportan peste, ira, serpenti e mostri.E dissi ch’eran fiamme: or, con inchiostri,che sian fiamme il redico, ma di quelleche tormentan l’inique alme rubelle,sulfuree e smorte, ne’ tartarei chiostri.E dissi che il sembiante e che il crin eradi dea: or questo affermo, ma d’Averno,di Tesifon, d’Aletto e di Megera.Il vero allor conobbi, il vero or scerno;vera fu allor mia voce, or anco è vera:ché allor voi paradiso, or sete inferno.

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