83. Della possanza dell'uomo
Poesie — Scelta di alcune poesie di Settimontano Squilla
Gloria a Colui che ’l tutto sape e puote!O arte mia, nipote — al Primo Senno,fa’ qualche cenno — di su’ immagin bella,ch’uomo s’appella.Uomo s’appella chi di fango nacque,senza ingegno soggiacque, — inerme, ignudo:patrigno crudo — a lui parve il Primo Ente,d’altri parente.D’altri parente, a’ cui nati die’ forzabastante, industria, scorza, — pelo e squame.Vincon la fame, — han corso, artiglio e cornocontra ogni scorno.Ma ad ogni scorno l’uomo cede e plora;del suo saper vien l’ora — troppo tarda;ma sì gagliarda, — che dal basso mondopar dio secondo.E, dio secondo, miracol del primo,egli comanda all’imo, — e ’n ciel sormontasenz’ali, e conta — i suoi moti e misuree le nature.
Sa le nature delle stelle e ’l nome,perché altra ha le chiome, — ed altra è calva,chi strugge o salva — e pur quando l’eclissea lor venisse,quando venisse all’aria, all’acqua, all’humo.Il vento e ’l mar ha domo, — e ’l terren globbocon legno gobbo — accerchia, vince e vede,merca e fa prede.Merca e fa prede; a lui poca è una terra.Tuona, qual Giove, in guerra — un nato inerme;porta sue inferme — membra e sottogiacecavallo audace.Cavallo audace e possente elefante;piega il leon innante — a lui il ginocchio;giá tirò il cocchio — del roman guerriero:ardir ben fiero!Ogni ardir fiero ed ogni astuzia abbatte ,con lor s’orna e combatte, — s’arma e corre.Giardino, torre — e gran cittá componee leggi pone.Ei leggi pone, come un dio. Egli astutoha dato al cuoio muto — ed alle cartedi parlar arte; — e che i tempi distinguadá al rame lingua .Dá al rame lingua, perc’ha divina alma.La scimia e l’orso han palma, — e non sì industre,che ’l fuoco illustre — maneggiasse; ei solosi alzò a tal volo .Si alzò a tal volo, e dal pianeta il tolse;con questo i monti sciolse, — ammazza il ferro,accende un cerro, — e se ne scalda e cuocevivanda atroce;vivanda atroce d’animal che guasta :latte ed acqua non basta, — ogn’erba e semeper lui; ma preme — l’uve e ne fa vino,liquor divino.
Liquor divino, che gli animi allegra.Con sale ed oglio integra — il cibo, e sana.Fa alla sua tana — giorno quando è notte:oh leggi rotte!Oh leggi rotte! ch’un sol verme siare, epilogo, armonia, — fin d’ogni cosa.O virtú ascosa, — di tua gloria propiapur gli fai copia ,Pur gli fai copia, se altri avviva il morto;passa altri, e non è assorto, — l’Eritreo;Canta Eliseo — il futuro; Elia se ’n volaalla tua scuola;alla tua scuola Paolo ascende, e truovacon manifesta pruova — Cristo a destradella maestra — Potestade immensa.Pensa, uomo, pensa!Pensa, uomo, pensa; giubila ed esaltala Prima Cagion alta; — quella osserva,perch’a te serva — ogn’altra sua fattura,seco ti unisca gentil fede pura,e ’l tuo canto del lor vada in piú altura.
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