Folle amante, e che fai

Folle amante, e che fai?Nascondi il tuo dolor,né dire a Fille maich’ella ti accese il cor.Sarian preda de’ ventii tuoi caldi lamenti,e chiederesti in vanoda lei quella mercé,ch’ella accordar non de’.

Da troppo alto lignaggiola sua beltà disceseper accoglier cortesel’umile tuo servaggio;è troppo bello il volto,è troppo bello il cuoreper lasciarti languire,per lasciarti morirein disperato amore.

D’amarla io non ti vieto,ma languisci in segreto,e in muta meravigliabevi i sguardi possenti,le vive fiamme ardentidi quelle accese ciglia;sian chiusi i tuoi sospirinell’infiammato petto,e in mezzo a i tuoi martirinon dimandar diletto,non implorar pietà.

Anzi a veder preparatitua vaga incantatricerendere, oh dio, feliceun più beato giovinecol don di sua beltà,che mille e mille veneridi quel suo volto amabile,che mille e mille graziedi quel divino spiritoneppure ammirerà.

E lei fredda e tremanteabbandonarsi in tantonelle languide bracciadi sposo non amante,che dalla rosea faccia…Ma tu piangi? Ah quel piantoche amor, pietà ti spreme,tergi, e serena il ciglio;pensa con qual periglioella potria comprenderel’alto amoroso incendioche ella e le Muse insiemeinspirarono in te.

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