Lascia omai, Venere bella

Lascia omai, Venere bella,la tua stella,lascia omai l’alto soggiorno,e col figlio tuo possentemovi ardentequi fra noi tuo carro adorno.

Amoroso giovinettoche ‘l bel pettotutto tutto arde d’amore,amorosa giovinetta,qui ti aspetta,di bel fuoco accesa il core.

Mirerai nel vago voltotutto accoltolo splendor che in te si accende,e ne i belli occhi lucentiraggi ardentidi quel sol che in ciel risplende.

Nella fronte luminosagrazïosaaurea luce mirerai,bella sì che alcuno ancoranella auroraluce tal non vide mai.

Nella bocca imporporatainfuocatamirerai gran maraviglia,mirerai rubini e perleche in vederleresterai tutt’a vermiglia.

Il bel crin che si raccogliee si sciogliecome vuol la man di latte,per nevoso almo sentierotutto neroil bel sen tremulo batte.

Scura notte egli simiglia,ma vermigliaalba il volto che s’infiora;dunque a lei cedete in tantovostro vanto,bella Notte e bella Aurora.

Dieci ninfe, il crine avvintodi diacintoe di persa amorosetta,al bel talamo d’avantetutte quantecantin dolce canzonetta.

Stringi omai, Venere bella,la donzellad’amorosa aurea catena:noi veggiam nel bel sembianteavvampantegran disio che si raffrena.

Cinta il sen di bianche bende,lieta ascendel’alma vergine il gran letto;e il per lungo tempo avvintonobil cintole discioglie il giovinetto.

Da quel suo grembo fecondoricco ‘l mondonoi vedrem di nuovi eroi,che per opre andran famosiglorïosidagl’ispani a i lidi eoi.

O simiglin quei che al Tarofulminarocontro Carlo a spada e lancia,e nell’orride visiere,alme fiere,rinserrâr l’augusta guancia.

O pur quei ch’alla gementegreca genterupper barbare catene:e fu allor che inceneritanuova vitarespirò Creta ed Atene.

Quelli ancor che d’almo ulivosempre vivocircondâr lor regie teste,e di Marte impetüososanguinosotranquillaro atre tempeste.

Lascia omai, Venere bella,la tua stella,lascia omai l’alto soggiorno,e col figlio tuo possentemovi ardentequi tra noi tuo carro adorno.

Comentarios

Cargando comentarios…