Rime d'amore — Libro III
Libro III.
RIME AMOROSE ESTRAVAGANTI
Indice
205. Voi che pur numerate i nostri amori
206. Spinto da quel desio che per natura
207. Tu parti, o rondinella, e poi ritorni
208. Per darci eterna gloria Amore scrisse
209. Ben veggio avvinta al lido ornata nave
210. Ardeano i tetti, e ’l fumo e le faville
211. Tra l’empie fiamme a gli occhi miei lucente
212. Vago fanciul, che da l’ardor sovente
213. Qual chiamar ti degg’io, divo o mortale?
214. Vaghe colombe, che giungendo i rostri
215. S’egli è pur ver ch’Amor nel vostro petto
216. S’egli è pur vero, Amor, che mi legasti
217. Son queste, Amor, le vaghe chiome d’oro
218. Non regna brama in me cotanto ardita
219. Quell’alma ch’immortal, donna, traesti
220. Sdegno gentil, che con nov’armi e novi
221. Degni lacci d’Amor, crespi aurei crini
222. Donna, poiché fortuna empia mi nega
223. Donna, qual fede avete e qual amore
224. Donna, de la mia fe’ segno sí chiaro
225. Ove si canta il nome, ove il sembiante
226. Mentre ch’armaste d’alterezza e d’ira
227. Lingua crudel, che saettasti i detti
228. Cara nemica mia, l’ira e l’orgoglio
229. Lasso, com’è ch’al terso avorio e bianco
230. Dubitate ch’io v’ami? ancor dubbiosa
231. Non, per crescer piú sempre il mio dolore
232. Ebbe simili stelle il vecchio Atlante
233. Sovra d’un carro di rossore tinto
234. Io vidi quel celeste altero viso
235. Questa ch’a me tra fiori e fronde spira
236. Oltre il mar vasto, ove gli aprici campi
237. Negro era intorno e ’n bianche falde il cielo
238. Or che colui che messaggier fedele
239. Tirsi sotto un bel pino
240. Gli augelletti diversi
241. Mentre i dipinti augelli
242. Sovra l’erbette e i fiori
243. Fuggía di poggio in poggio
244. Qual cervo errando suole
245. Quando stanco mi giunge
246. Al lume de le stelle
247. Io vidi già sotto l’ardente sole
248. Vita de la mia vita
249. L’amar sempre sperando
250. Non è verace amore
251. Darà fin presta morte al mio dolore
252. I desideri tuoi
253. Deh, nuvoletta, in cui m’apparve Amore
254. Amor, ch’aspro tormento
255. Mentre in grembo a la madre Amore un giorno
256. Amor, che qui d’intorno
257. Ardi, Amor, se ti piace
258. Auree fur le saette
259. Soletto Amor tendea
260. Donna, il bel vetro tondo
261. Mentre volgea ’l mio sole
262. Desío se desiai
263. Arrossir la mia donna
264. Donna, chi vi colora
265. Mentre la donna mia cangiando aspetto
266. Dolcissimi colori
267. Bella non è costei
268. Come sia Proteo o mago
269. De’ bei vostri color non solo adorno
270. È la bellezza un raggio
271. L’òr, gli odori e le gemme
272. Occhi leggiadri e belli
273. Vagheggiava il tesoro
274. Vide una chioma d’oro, e disse Amore
275. O via piú bianca e fredda
276. Piú che Dïana è bella e piú mi piace
277. Perché la mia Dïana, anzi ’l mio sole
278. Per donare un lacciuolo
279. Al discioglier d’un groppo
280. Ira mia fortunata
281. O destrieri del sole
282. Quella ch’i suoi tesori asconde e cela
283. Quella candida mano
284. Questa vostra pietate
285. Se negaste tre volte
286. Stava madonna ad un balcon soletta
287. Un donar un bel fiore
288. Amatemi, ben mio
289. Già tu volasti quattro volte e sei
290. Amorosa fenice
291. In vaga e bruna gonna
292. L’alma tra nodi avvolta
293. Perché tu guardi con cent’occhi e cento
294. Quanto voi sete bella
295. Cara animuccia mia
296. In voi le vostre risa
297. Se ’l vostro volto è d’un’aria gentile
298. Mentr’io mirava fiso
299. Se la sua dolce lingua
300. Quante soavi parolette accorte
301. Se acuti e duri strali
302. Siepe, che gli orti vaghi
303. Sarai termine ancora
304. Labbra vermiglie e belle
305. Ne i vostri dolci baci
306. Né dolce umor che nobil canna asconde
307. Non sono in queste rive
308. Soavissimo bacio
309. O verdi selve, o dolci fonti, o rivi
310. Mentre angoscia e dolore
311. Nave in mar, segno in torre
312. In terra fu reciso
313. Le tre dolenti lettre, o vago fiore
314. Perché di seno in seno
315. Quella candida mano
316. Sí mirabil virtute
317. Letto è questo d’Amore o pur di Flora
318. Sovra un lucido rio
319. Non può l’angusto loco
320. Solitudini amiche, ombre e silenzi
321. Che mi giova il tranquillo
322. Donna, lunge da voi
323. Lontano dal mio core
324. Qual rugiada o qual pianto
325. O dolci lagrimette
326. Lunge da gli occhi vostri
327. Come cristallo in monte
328. Come dimostra Amore
329. Donna, il vostro disprezzo e ’l mio disdegno
330. Sotto ’l tuo grave incarco
331. Gioco d’Amor son io
332. Donna, se dopo tanti e tanti torti
333. Gelo ha madonna il seno e fiamma il volto
334. Porti la notte il sole
335. Voi bramate, ben mio
336. Come l’industre verme
337. Donne, i serici stami
338. Donna cortese e bella
339. Dolcissimi legami
340. Era pur meglio, Amor, che i miei lamenti
341. Fuggi fuggi, dolor, da questo petto
342. Già fu mia dolce speme
343. Soavissimo canto
344. Se de’ begli occhi de la donna mia
345. Tra mille fior già cólti in dolce speco
346. Cantava in riva al fiume
347. In un fonte tranquillo
348. Avventossi repente a’ capei d’oro
349. Chi mi ferí la destra
350. Ebbe qui vita e regno
351. Costei vuol ch’ami e taccia
352. Or che la nave mia
353. Già fui caro agli occhi tuoi
354. Occhi miei mal accorti
355. Crudel, se tu non credi a’ miei lamenti
356. Correte, amanti, a le bellezze nove
357. Io v’amo sol perché voi siete bella
358. Amarilli, s’io te miro
359. Voi volete ch’io v’ami
360. Care ninfe del mar leggiadre e belle
361. Io son la Primavera
362. Questo riposto bel vago boschetto
363. Qui dove i sacri e verdeggianti allori
364. Mentre è de gli anni nostri il lieto maggio
365. Odi, Filli, che tuona e l’aer nero
366. Odi, Filli, che tuona, odi che ’n gelo
367. Aminta, poi ch’a Filli non dispiacque
368. Dolce Fillide mia, mentre il bel viso
369. O con le Grazie eletta e con gli Amori
370. O di quel ch’arse pria foco soave
371. Tre son le Grazie ancelle
372. Bruna sei tu ma bella
373. Bella e vaga brunetta
374. Cercando va per questo e quel sentiero
375. Amor l’ali m’impenna
376. Dolcemente dormiva la mia Clori
377. A l’ombra de le piante
378. Nel dolce seno de la bella Clori
379. Non si levava ancor l’alba novella
380. Viviamo, amiamci, o mia gradita Jelle
381. Di qual erba di Ponto o di qual angue
382. Armo di ghiaccio e inaspro il core e ’l petto
383. Chi di mordaci ingiurïose voci
384. Ebbro ne l’ira, perché vide accorre
385. Empia Circe crudel gran tempo m’have
386. Già non sei tu del cielo un dio superno
387. Or che l’alpi canute e pigre e salde
Comentarios
Cargando comentarios…