Lascia il bosco

Lascia il bosco,Clori bella; il Ciel vien fosco:Il suo verdeL’olmo, il pino, il faggio perde:La campagna è tutta orror.Bella Clori, è ritornatoIl nemico Verno ingratoRicoperto di squallor.Pigro il giornoTardi nasce, e fa ritorno:Presto muore;E nell’ombre lo splendoreNato appena a celar va.S’allontana il bel Pianeta,Che di fiori e d’erbe lietaOgni piaggia apparir fa.Fischia il vento;Col Pastor langue l’armento:E spogliatiRimirando colli e prati,Più non esce a pascolar.Cara, il vento ti condannaAlla fida tua capannaDalle selve a ritornar.Più non odiAugellin, che il canto snodiGelo è il fonte,Neve il piano, e neve il monte;E’ sparito ogni piacer.Ma non turbi la tua paceLa stagion, che si dispiaceAi giocondi tuoi pensier.IndivisiAl cammin staremo assisi:

LuminosoGentil fuoco d’odorosoSecco allor ci scalderà.Ma con più dolci favilleM’arderan le tue pupille,Vive stelle di beltà.Rechi a noiAllor Bacco i doni suoi;Che bisognaCol rubino di BorgognaI dì mesti rallegrar.Sì, berrem; che il bere un pocoLe tue luci in più bel fuocoFa più vive scintillar.Se bevendo,E se amando andrem vivendo,Anch’eternoFischi il vento, e duri il Verno,Clori mia, che importa a te?Peni pur chi vive in pena,Che stagione disamenaPer chi gode mai non v’è.

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