Quando la gemma al dito Annibal tolse
QUANDO la gemma al dito Annibal tolse,Che di sua morte a lui serbò l’onore,Tutte sul volto le virtù del coreE le giurate a Roma ira raccolse;E Trebbia e Canne in suo pensier rivolse.Lunga al Tarpeo memoria aspra d’orrore;Nè degli dei, qual chi contento more,Nè de’ cangiati suoi destin si dolse.E fermo e fiso nella grande immagoChe di lui viva l’età tutte avranno,D’un generoso pallor tinto e bianco,‘ Il Tebro omai togliam ’ disse, ‘ d’affanno;Finchè Annibal vivea, tutta non ancoEra ben vinta la fatal Cartago. ’
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