Sparve il nemico gelo

Sparve il nemico gelo:Mutò la Terra aspetto:Mutò vicende il Cielo:April ritorno fè.Perchè non esci ancora,S’ogni sentier verdèggia,S’ogni sentier s’infiora,Dori, al tuo vago piè

Non basta a così bellaStagion l’aura che pasce,Il Sol che rinnovellaL’erbe, le piante e i fior:Vuol sotto i tuoi bei sguardiAncor più bella farsi,E vuol co’ nuovi dardiVederti al fianco Amor.

Alla sua Flora ingrato,Su le infedeli penneZeffiro innamoratoTe cerca riveder:Scende il ruscel dal monte,E mormorando chiedeServir alla tua fronteDi specchio passaggier.

A te sul verde pianoBelando van le Agnelle,Che la tua bianca manoSoleva accarezzar:T’aspettano i bei colli,Ti chiaman gli antri ombrosi,

Su cui l’edere molliTornano a serpeggiar.Quel querulo UsignoloVedi di siepe in siepe,Di pianta in pianta al voloL’ali inquìete aprir:Quel tuo divin concento,Che da un bel labbro parte,Cerca ove possa attentoTra fronda e fronda udir.

Oh che soavi noteUdir farebbe al bosco,Ancora al bosco ignote,Cantore lusinghier,Se mai t’udisse, quandoCon la volubil voceTutte sì ben tentandoVai l’arti di piacer!

Quel giovane TorelloA te forse ancor mugge:Ah se mai fusse quello,Dori, che il Mar solcò;Il Mar, che in salse spuneL’onda fraterna aperse,E il trasformato NumeCol furto trasportò lCon le pendici intornoLa valle a te rinverde,La valle, ove soggiornoFa l’emula del suon:La Ninfa sventurata,Che ancor loquace sassoPiange non riamataL’ingrato suo Garzon.

Da me de’ pregj tuoi,Dori, le lodi attende,Che ripercosse poiFedel sa rinnovar;E muta, non so come,Ad altri non risponde.Quasi men caro NomeSì sdegni risuonar.

A te par, che frondosoRingiovenisca il faggio,Che grate al tuo riposoL’ombre rinascer fà;E ristorarti stancaSpera, o qualor più ferve,O quando in Ciel già mancaIl dì che altrove va.

Tutto a te gioia spira,Tutto t’invita, e ride:Pronte le Grazie miraI passi tuoi seguir;E pendere leggieriSu l’ale, ed affrettartiI Genj, ed i Piaceri,E i teneri Desir.

In Ninfa bosohereccia,Sù, Dori mia, t’abbiglia,Il nero crine intreccia,Succingi il colmo sen:Di un Cappellin contestoDi paglie il volto adombra,Che il caldo Sole infestoMal soffre, e mal sostien.

Vieni, sì, bella Dori,A confrontar, deh! vieniCon la stagion de’ fioriL’amabil tua beltà.Tacito Amor mel diceE Amore non m’inganna:Al paragon feliceIo so chi vincerà.

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