Per gir verso la spera, la finice

Rime

Per gir verso la spera, la finicesi scalda sì, che poi accende fiammain loco ov’ella infiamma,sì che Natura vince vita allora.Così per ver, ché ’l meo pensier lo dice,mi mena Amor verso sì fatta fiamma,che ’l cor già se ne ’nfiamma,tanto che Morte lui prende e colorade lo su’ frutt’ altero ch’innamora.Tant’ è cocente, che chi ’l sente chiarotrova radice d’ogne stato amaro.Egli ’l mi par sentir già nella mentevenuto per vertù d’est’ ugelletta,la quale uom non allettané altro, fuor ch’Amor, che·llei ’ntenda.Ferr’ ha spicciato sì, possibilmente,che, dentro stando, tempera saetta,onde poi insaettale mie vertù, sì che ’l martìr m’aprenda.Ed io, che temo nel finir m’offenda,chero Pietate al cui richiamo i’ sono,ed a costei nel mi’ finir perdono.Di ciò che la mia vita è nimistate,lo su’ bello sdegnar qual vuol la mira,priegol, poi che mi tirain su la morte, che mi renda pace:ché mi mostra un pensier molte fïate,il qual d’ogni altro più di dolor gira,com’ io le sono in ira,sì che tremando pianger me ne face.Lo spirito d’amor che nel cor giace,per cunfortarmi mi dice: «Tu déiamar la morte per piacer di lei».Allor ch’i’ odo che per su’ dilettoe’ mi convien provar quel falso puntoov’ i’ son quasi giunto,sì che mi mostra un doloroso affanno,dico che mosse fuor del su’ ’ntellettol’ardente lancia che m’ha così puntodritto nel fianco appuntoed in quel loco ove’ sospiri stanno;li quali sbigottiti or se ne vannodavanti a quella per merzé di cui,poi ch’io la vidi, innamorato fui.Deh, canzonetta, i’ vo’ che tu celatatenghi costei con le parole c’hai,ovunque tu girai:perché mi par ch’a torto faccia offesa,non vo’ che tua cagion ne sia ripresa.

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