Un sol penser che mi ven ne la mente

Rime

Un sol penser che mi ven ne la mentemi dà con su’ parlar tanta paura,che ’l cor non si assicuradi volere ascoltar quant’e’ ragiona;perch’e’ mi move, parlando sovente,una battaglia forte, aspra e dura,che sì crudel mi dura,ch’io cangio vista, e ardir m’abandona.Ché ’l primo colpo che quivi si donariceve il petto nella parte mancada le parole che ’l penser saetta;la prima de le qual si fa sì franca,che giugne equal con virtù di saetta,dicendo al cor: «Tu perdi quella gioia,onde conven che la tua vita moia».In questo dir truov’io tanta fermezza,che dove nascer suol conforto in priaor piu tosto si criaquel che mi fa di vita sperar morte:e quivi cresce con tanta ferezzaquesta speranza, che così m’è ria,ch’ogn’altra fugge viavint’e tremando, e questa reman forte.E se le mie vertù fosser accortea far di loro scudo di merzede,vienvi un disdegno che lo spezza e taglia;e questi è que’ che duramente fiede,che dice a la seconda aspra battaglia:«I’ tolgo pace a tutti tuoi disirie dò lor forza di crudel martiri».La terza vien così fera parlando,e di tal crudeltà segnoria porta,ch’assai più mi sconfortache non faria di morir la speranza.Questa mi dice così ragionando:«Vedi Pietà, ch’io la ti reco scorta,la qual fedita e mortafu nel partir della tua bella amanza.In te convien che cresca ogni pesanzatanto, quanto ogni tuo ben fu ’l disioch’era fermato nella sua bellezza;ché quel piacer che prima il cor t’apriosoavemente co la sua dolcezza,così come si mise umìle e piano,or disdegnoso s’è fatto lontano».Canzon, di quello onde molto mi duoletu porterai novellaa quella giovanetta donna bella,che più bell’è che ’l sole.Tu la vedrai disdegnosa ridendorender grazia a coluiche co’ martiri suoimi fa così per lei morir piangendo.

Comments

Loading comments…