Israfel
Translated from English by Ulisse Ortensi
Alberga nel cielo uno spirito,ch’ha le fibre del cor come un liuto;niuno canta si bene, sí stranocome l’angelo Israfel;le stelle perplesse (diconole leggende) cessan di cantarei loro inni e affascinatependono dalla voce sua.
Tremula e lontana, ne l’oraquando culmina, la lunainnamorata di pudor s’arrossa,e a udire il canto fermasinel cielo il suo vermiglio chiarore,(con le veloci Pleiadi dalle sette stelle).
E dicono (il coro delle stellee gli altri che ascoltano) che il fuocod’Israfel vien da quella lira,presso la qual siede e canta,le cui meravigliose cordefremon di vita.
Ma Israfel percorse nei cielidove il pensar sublimeè un dovere, e l’amoreè un sentimento puroe gli sguardi delle ninfe Urihan tutta la bellezzach’adoriam ne le stelle.
Per questo non s’appagad’un freddo canto Israfel;tuoi sono i lauri, o Bardoprincipe, ed ancheil piú saggio. Lungae gioconda sia la tua vita!
Ben s’accordano l’estasi celestiai tuoi ritmi ardenti;pene e gioie, odî e amorial tuo fervido liuto:stian mute le stelle.
Tuo sia il cielo; dolcezzee amaritudini ha il mondo;i nostri fiori son meri fiorie lo splendore solare della nostragioia, a pena è l’ombradella tua perfetta felicità.
Potessi vivere dove ha soggiornatoIsrafel! ed egli qui in terra:non canterebbe forsemelodia mortale si bene, sí strana;mentre piú ardito di questo,dalla mia lira, un cantorisuonerebbe in ciel.
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