Dunque, un vano, un spergiuro, un fuggitivo

Dunque, un vano, un spergiuro, un fuggitivo,che dianzi ’l giogo tuo scuoter si volse,che ’l piè di nodo e ’l cor di fé disciolse,concorse meco? ed io mel veggio e vivo?Dunque, colui ch’al volto amato e divoper vil sasso adorar le spalle volse,quel ch’offese il tuo nume e non si dolse,s’appressa a l’ara? e tu nol prendi a schivo?Dunque, in servendo avrá di par mercedeil giusto e ’l reo? Dunque, egual forza tecoha l’altrui tradimento e la mia fede?Ah, schernita virtú, che fai piú meco,lasso, s’Amor sol per ferirmi vede,ma per mirar le mie ragioni è cieco?

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