Qual augellin, ch'uscir di guai si crede

Qual augellin, ch’uscir di guai si crede,Talora in stanza adorna il volo sciolse,E verso là tutto desìo si volse,Onde il lucido giorno entrar si vede;Ma poco va, che trattenersi il piedeSente dal filo, che il fanciul gli avvolse;E cade al suol con l’ali larghe, e duolse,Nè tenta più, nè più in sue piume ha fede.Così d’erger mia mente, e dell’impaccioUscir di quel pensier, ch’ognor mi preme,Prov’io talor, ma poi ricado e giaccio;Poichè d’intorno al cor, ch’indarno geme,Sento stringersi allor l’usato laccio,E in pena dell’ardir perdo la speme.

Comments

Loading comments…