Que' fieri lacci, onde il mio cuore avvolsi
Que' fieri lacci, onde il mio cuore avvolsiQuando nella prigion sì lieto entrai,Tanto con la Ragion feroce oprai,Che per man dello sdegno alfin disciolsi.Ma appena indietro a rimirar mi volsiGl’infranti nodi ed i fuggiti guai,Che a mio dispetto ancora io sospirai,Ed or di sua vittoria il cor già duolsi.Qual’infelice augel, che in gabbia adornaTrasse i lunghi suoi dì, s’avvien che n’esca,All’antica prigion da se ritorna.Tal’ io nel carcer, che sì dolce ha l’esca,Ritornerò, s’altri non mi frastorna;Così già par, che libertà m’incresca.
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