Come creder debb'io che tu in ciel oda (Lucas)

COME creder debb’io che tu in ciel oda,Signor benigno, i miei non caldi preghi,Se gridando la lingua che mi sleghi,Tu vedi quanto il cor nel laccio goda?Tu ch’il vero cognosci, me ne snoda,E non mirar ch’ogni mio senso il nieghi:Ma prima il fa che di me carco pieghiCaronte il legno alla dannata proda.Iscusi l’error mio, Signore eterno,L’usanza ria che par che sì mi copraGli occhi, che ’l ben dal mal poco discerno.L’aver pietà d’un cor pentito, anch’opraÈ di mortal: sol trarlo dall’infernoMal grado suo, puoi tu, Signor, di sopra.

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