IV. La nostra edizione
Orlando furioso (1928) — Nota
Liete piante, verdi erbe, limpide acque,spelunca opaca e di fredde ombre grata),
Nel pian da l’Ambra e dal Ticino aperto XXXIII 13, 6.E che con lui Lambra e Ticin si mesce XXXVII 92, 3.
Questo resta sul mar tanto possente,e da la negra bocca in modo esala,et è con lui sí il rapido torrentede l’agitato mar ch’in fretta cala,che porta il legno piú velocemente,che pelegrin falcon mai facesse ala,con timor del nocchier ch’al fin del mondonon lo trasporti, o rompa, o cacci al fondo (XIX 52).
E poi che nota l’impietá vi fiache di tanta bontá fu a lui mercede,donna alcuna di voi mai piú non siach’a parole d’amante abbia a dar fede (X 5, 1-4).
al porto l’altra subito radunae imbarca, et uscir fa ne la marina A
imbarca: et uscir fa ne la marina B
in barca, et uscir fa ne la marina C VIII 13, 4.
che mercanti e corsar che vanno attornove ne fan copia, e piú delle piú belle (IX 13, 1-2).
Se fosse stata ne le valle IdeeVista dal pastor phrigio: io non so quantoVenere havesse havuto fra le DeeDe la maggior bellezza il pregio e il vanto...
Se fosse stata ne le valli IdeeVista dal pastor Phrigio, io non so quantoVener, se ben vincea quelle tre DeePortato havesse di bellezza il vanto...
Ma poi che ’l mio destino iniquo e durovol ch’io vi lasci, e non so in man di cui;per questa bocca e per questi occhi giuro,per queste chiome onde allacciato fui,che disperato nel profondo oscurovo de lo ’nferno, onde il pensar di vuich’abbia cosí lasciata, assai piú riasará d’ogn’altra pena che vi sia (XXIV 79).
E di fedeli e caste e saggie e fortistato ne son, non pur in Grecia e in Roma,ma in ogni parte ove fra gl’Indi e gli Ortide le Esperide il sol spiega la chioma:de le quai sono i pregi agli onor morti,sí ch’a pena di mille una si noma;e questo, perché avuto hanno ai lor tempigli scrittori bugiardi, invidi et empi (XXXVII 6).
Orlando un suo mandò sul legno, e trarnefece pane e buon vin, cacio e persutti;e l’uom di Dio, ch’ogni sapor di starnepose in oblio, poi ch’avvezzossi a’ frutti,per caritá mangiar fecero carne,e ber del vino, e far quel che fêr tutti (XLIII 196),
c’ha nome vita, che si piace a’ sciocchi,et alla via del ciel sempre aver gli occhi (XLIII, 195).
contra il garzon, che né scudo difendené maglia doppia né ferigna scorza (XI 66, 5-6).
Non si lassi seguir questa battagliache ne sarebbe in troppo detrimento.Su Rodomonte sia, né ve ne caglia,l’avere il patto rotto e ’l giuramento XXXIX 6 1-4.
Su Rodomonte sia; né ve ne caglial’avere il patto rotto e ’l giuramento.
per questo non pote nuocergli al volto XXIV 104, 3
Altrimente Tanacro riportarlaa casa non pote, che s’una bara XXXVII 57, 2
piú tosto che pote da lui levosse XLV 85, 2.
In Rodi, in Cipro, per cittá e castellae d’Africa e d’Egitto e di Turchiail re cercar fe’ di Lucina bella,né fin l’altrier aver ne puote spia,
né fin l’altrieri aver ne pote spia XV (XVII C) 65,
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