Mozart et Don Juan
Il en est un plus grand, plus, beau, plus poétique,Que personne n’a fait, que Mozart a rêvé,Qu’Hoffmann a vu passer, au son de la musique,Admirable portrait qu’il n’a point achevé….
Placido è il mar, andiamo…
Fin ch’ han dal vinoCalda la testa,Una gran festaFa preparar.
Permè si va nella citta dolente,Permè si va nell’ eterno dolore.
Voglio far il gentiluomoE non voglio piu servir,
Ah ! gia cade il sciagurato…
Gia dal seno palpitanteVeggo l’ anima partir,
Lascia, o cara,La rimembranza amara !
Ah ! chi mi dice maiQuel barbaro dov’ è ?
Cerchiam di consolareIl suo tormento.
Cosi ne consolòMille e otto cento.
La ci darem la manoLa mi dirai di si.
Vorrei, e non vorreiMitrema un poco il cor.
Quali colombe dal desio chiamate.
Quel giorno piu non vi leggemmo avante…
Non ti fidar, o misera,Di quel ribaldo cor !Me già tradi quel barbaro,Te vuol tradir an cor.
Cieli ! che aspetto nobile !Che dolce maestà !
La povera ragazzaÈ pazza, amici mei :
Certo moto d’ignoto tormento,
Che mi dicePer quella infelice,
At illaFlet noctem, ramoque sedens miserabile carmenIntegrat, et moestis late loca fletibus implet.
Fin ch’ han dal vinoCalda la testa,
E le care tue manineLieta poi soprò bacciar !
Pace, pace, o vita mia !
Amans, heureux amans, voulez-vous voyager ?Que ce soit aux rives prochaines.
Su ! corraggio o buona gente !
Vieni un poco,In questo locoFortunataIo ti vo far…
Temo pel caro sposo,
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