Del cibo onde 'l signor mio sempre abonda

Canzoniere

Del cibo onde ’l signor mio sempre abonda,lagrime et doglia, il cor lasso nudrisco,et spesso tremo et spesso impallidisco,pensando a la sua piaga aspra et profonda.

Ma chi né prima simil né secondaebbe al suo tempo, al lecto in ch’io languiscovien tal ch’a pena a rimirar l’ardisco,et pietosa s’asside in su la sponda.

Con quella man che tanto desïai,m’asciuga gli occhi, et col suo dir m’apportadolcezza ch’uom mortal non sentí mai.

" Che val - dice - a saver, chi si sconforta?Non pianger piú: non m’ài tu pianto assai?Ch’or fostú vivo, com’io non son morta!"

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