9. Sonetto in lode di spagnuoli

Poesie — Poesie postume — III. I Canti del carcere

Sciarava m’incitò ch’io maledicail governo e l’eserciti di Spagna.— Meglio è — diss’io — che muto mi rimagnache ciò, Dio non volendo, faccia o dica. —O figli di Iafet, o gente amicaall’altissimo Sir, possente e magnad’armi e consiglio in mar e alla campagna,Dio mi comanda ch’io vi benedica.Di Sem nei padiglion tenendo il campo,i figlioli di Cam ti serviranno:non ti capin doi mondi; il terzo nasce.S’a quello interno lume, ond’io m’avampo,gli aquilin d’Austria fissi guarderanno,del sol, com’hanno il giro, arán le fasce.

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