22. Sonetto d'Orazio di G. a don G. d'A.

Poesie — Poesie postume — IV. Rime amorose

— Gli occhi vostri... — diss’io; quivi perdeila voce, ch’era a celebrarvi uscita,quando bocca piú degna e piú graditareplicò con stupor gli accenti miei.Quasi volesse dir: — Sciocco, tu seibastante a rimirar luce infinita? —Oltre passando poi, restò smarrital’anima in grembo a pinsier tristi e rei.Allor, qual uom che teme ingiuria o danno,nulla risposi; ond’or dubbie parolemi dan continuo ed angoscioso affanno.Ch’io volea dir: — Le luci ardenti e soledi bei vostr’occhi, alma real, qui fannosereno giorno, or ch’è sparito il sole. —

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