3. Roma a Germania

Poesie — Poesie postume — V. Sonetti politici

Viveano, senza di natura il lume,di caccia e di rapina le tue genti;le selve avean per stanze con gli armenti:io ti purgai del silvaggio costume,Germania; e poscia, a fin non ti consume,ti donai leggi, e t’allevai con stenti:ti renunziai l’imperio, e gli altri ho spenti,quando fui seggio dell’eccelso Nume.Poi ti evangelizai l’eterna pace.Che piú far ti potevo? Ma tu, ingrata,or m’abbandoni, superba ed audace,nuova Samaria o Grecia empia, malnata,cui el vaneggiar con sua ruina piace.Verrá, e ben presto, a te la lor giornata.

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