16. Sonetto II in lode del medesimo

Poesie — Poesie postume — III. I Canti del carcere

Dunque, furor divin, ch’al volgo apparefollia, Presterá mio, t’infiamma e guida.Chi d’immortal tanto vigor si fidadegno carme poter dunque trovare?Con lor cadesti per risuscitaretanti eroi, redentor sorgendo e guida;traditoresca, ingrata ed omicidasetta atterrasti e d’iracundia un mare.Gli orribil mostri e ’l serpentin bilinguedove son or? dov’è l’ebraico stuolo?dov’è il moresco? e i lor bugiardi offici?Fedel combattitor, mai non s’estinguepiú il nome tuo, poiché serbasti solovirtú, religion, patria ed amici.

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