21. Sonetto al papa

Poesie — Poesie postume — III. I Canti del carcere

Tu sei del sommo Iddio vicario in terra,Clemente; e perché lasci il Campanellada marrani e giudei, gente rubellaall’altissimo Sir, metter sotterra?Non vedi congiurati a farli guerrai nemici alla patria Italia bella,ch’egli al valor antico rinovella,dove il zelante suo parlar s’afferra?Né contra Dio, né contra il re congiurachi i ribaldi ministri suoi riprende,né chi predice lor trista ventura.Geremia e Michea via piú gli offende,Brigida con Gioachin: pigli la curapria contra lor, chi contra quel pretende.

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