50-51-52. Sonetti profetali

Poesie — Scelta di alcune poesie di Settimontano Squilla

Mentre l’aquila invola, e l’orso freme,rugge il leon, e la cornacchia insanainsulta l’agno, in cui si transumananostra natura, e la colomba geme;mentre pur nasce la zizania insiemecol buon frumento nella terra umana,nutricasi la setta empia e profana,che ’l ben schernisce della nostra speme;che ’l giorno vien che gli fieri giganti,famosi al mondo, tinti di sanguigno,a cui tu applaudí con finti sembianti,

rasi di terra al Tartaro malignofien chiusi téco negli eterni pianti,cinti di fuoco e d’orrido macigno.

— La scuola inimicissima del vero,dal principio divino tralignante,pasciuta d’ombre e di menzogne tantesotto Taida, Sinon, Giuda ed Omero— dice lo spirto, — a riveder l’imperotornando in terra il Senno trionfante,l’ampolla del quinto angelo, versantegiusto sdegno, terribile e severo ,di tenebre fia cinta; e l’impie labbia,le lingue disleal co’ fieri dentistracceransi l’un l’altro per gran rabbia.In Malebolgegli animi dolenti,per maggior pena, dall’arsiccia sabbiavedran gli spirti pii, lieti e contenti. —

Se fu nel mondo l’aurea etá felice,ben essere potrá piú ch’una volta,ché si ravviva ogni cosa sepolta,tornando ’l giro ov’ebbe la radice.Ma la volpe col lupo e la cornicenegano questo con perfidia molta.Ma Dio che regge, e ’l ciel che si trasvolta,la profezia e ’l comun desir lo dice.Se, infatti, di «mio» e «tuo» sia il mondo privonell’util, nel giocondo e nell’onesto,cangiarsi in paradiso il veggo e scrivo,e ’l cieco amor in occhiuto e modesto,l’astuzia ed ignoranza in saper vivo,e ’n fratellanza l’imperio funesto.

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