Lettera LXII

LETTERA LXII

30 giugno.

Lorenzo! quando leggerai queste poche parole, benedici il cielo: il tuo Iacopo ha terminato per sempre i suoi guai, per sempre! Oh, Lorenzo! il mio cuore non è macchiato di delitti: egli amava! È colpa forse l’amore? Dio benedetto mi perdonerá. Che fa la povera mia madre? Amala in mia vece e le rasciuga le lagrime. Il Signore la consoli e benedica. Ci vedremo, Lorenzo; sí, ci vedremo... forse... piú contenti. Addio.

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