Lettera XLIII

LETTERA XLIII

24 maggio.

Bada: per la sacra amicizia, ti scongiuro, taci! quando per altro tu, per salvarmi, non mi avessi a quest’ora perduto. Non so che pensarmi: ella... mi sfugge, ed io temo di trovarmele presso. Talvolta mi conforta a lasciarla per cangiar d’aria, esagerando la mia malattia: pare intanto che mi compianga. Sono stato in questi tre giorni assalito da una febbre leggera, ed ella ne prese gran cura.

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