Aprile

Leggenda eterna — Leggenda eterna

Se mi fossi vicinoe ti potessi dir quello ch’io provo,o mio sospiro intenso;dirti che ormai non pensoche a te, che ormai non vedoche te, dovunque; e i palpiti, e le peneDirti. Tu pure io credoo mio tormento, mi vorresti bene.La primavera vienee l’impeto del cor si ringagliarda.

Una febbre si sentedi fuggir dalla gentesotto l’amica Luna,stretti mano per man, l’occhio rivoltoall’eterna del ciel cupola brunamentre l’aria d’April ci batte in volto.

Rabbrividir d’amore.restar muti, così, senza guardarsiquant’è lungo il camminoin quel sogno divino,mentre le ardite brezzescambiano baci coi mandorli in fiore,baci fragranti e tepide carezzesenz’ombra di sospetto e di rossore.

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