Sonetto XXVI
Rime
Quanti dolci pensieri, alti desiriNodriva in me quel Sol, che d’ogn’intornoSgombrò le nubi, e fè qui chiaro il giorno,Mentre appagò sua vista i miei martiri!Soave il lagrimar, grati i sospiriMi rendeva il sereno sguardo adorno,Mio vago lume, e mio sì bel soggiorno,Ch’or scorgo tenebroso, ove ch’io miri.Veggio spento il valor, morte e smarriteL’alme virtuti; e le più nobil mentiPer lo danno comun cieche e confuse.Al suo sparir dal mondo son fuggiteDi quello antico onor le voglie ardenti;E le mie d’ogni ben per sempre escluse.
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