Sonetto XIV

Dal Misogallo

Di sé parlando (che altro mai non fanno)Osano i Galli dir: Nazïon grande.Ove di ciò il perché tu lor domande,Che alleghin fatti aspetteresti l’anno.Numerosa, dir debbono; e si spande,Pur troppo inver di Libertade a danno,Della genía lor garrula il malanno,Che in bei detti avviluppa opre nefande.Grande fu Roma; Atene grande, e Sparta;Perché amplissime egregie eccelse coseFer, con cuor grande, e supellettil’arta:

Ma cotestor, che di arroganzia han doseGrave pur tanto, e si fan grandi in carta,Turbe son di Pigmei fastidïose.

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