Sonetto XXVI

Dal Misogallo

La militar tirannide RomanaCh’oltre ogni Re fa i Cesari nefandi,E quella dei Decemviri esecrandi,Cui seppe il fier Virginio alfin far vana;E la pretesca nostra Itala, e Ispana,Dei mostri inquisitori abominandi;

E quella dei Tedeschi, e Russi brandi,Che con un voglio ogni ragione appiana;E quant’altre fur mai, sono, e sarannoPria che davver la servitú rincrescaAll’uomo, illuminato dal suo danno:Un fior son tutte, una piacevol trescaDa far gola, ed invidia a quei che stannoGodendo in Gallia libertà Francesca.

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