Sonetto XXVIII
Dal Misogallo
Del Popol piaga, e non del Popol parte,La Plebe ell’è; che vizïosa, ignuda,Tremante serva, e servilmente cruda,Le corrotte cittadi ingombra e parte.
Fera, volubil, stupida, in altr’arte,Che bramar tutto, e nulla oprar, non suda:Sempre anelante, ch’argine si schiudaOnde inondando possa ella ingojarte.Popolo siam noi soli, a cui l’artiglioD’immondi bruti la ragion troncava;Noi, fatti dotti dal comun periglio. —A freno, a fren, la insana greggia ignavaPane, e Giustizia, e inesorabil ciglio,In uom la cangi; o la perpetui schiava.
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