Satira Prima. I Re
Dalle Satire
Maestadi, sappiate ch’io non gittoMie’ carmi al vento; e che ad insana rabbiaNon dessi appor quant’io mai scrivo e ho scritto.Solo a purgare d’ogni erronea scabbiaIl cuor dell’uomo e pria quel di me stesso,Spero avverrà ch’io satire scritt’abbia.Quindi a voi soli, cui non m’è concessoDi annoverar fra gli uomini, non parlo;Ch’appo voi miglioranza non ha ingresso. —
Per far ottimo un Re, convien disfarlo:Ma fia stolt’opra e da pentirsen ratto,S’indi a poco fia d’uopo il ristamparlo. —Solo osi i Re disfare un Popol fatto.
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