Atto quarto
Don Garzia
SCENA PRIMA
Piero, Diego.
Diego Dimmi; che volge in suo pensier Garzía,
che andar, correr, tornar, com’uomo che l’ormeperduto ha di ragion, poc’anzi io ’l vidi?Piero Oh! non sai ch’egli...?Diego E che di lui saprei?Stanco, tu il vedi, ed anelante io tornodalle usate mie selve. Io so, che riccapreda porto, altro non so. Ma biechiaccesi sguardi in me volgea Garzía,oltrepassando tacito, e velocecome saetta. Or di’, qual nuova rabbiail cor gl’invade?Piero Ah! non è nuova: ei semprete biasma, invidia, sfugge, anco schernisce,quand’egli il può. Forse il vederti or ora,cosí qual sei, d’ogni regale insegnaspogliato; e inerme della spada il fianco;e, nell’aspetto, abitator di boschipiú che figlio di re; ciò forse il trassea sogguardarti con dileggio. Ei dannatutto in altrui, ciò ch’ei non fa.Diego Pur, parmipiú regia opra stancar le belve in caccia,che in ozio molle, entro a volumi immensi
imparare a temer. Pietá mi prende
del suo dileggio. — Ma, quel tanto a frettamuoversi, or donde?...Piero Assai gran cose ei volge.Or corre al padre, indi alla madre ei riede,e in ciò si affretta, anzi che manchi il tempoa’ suoi raggiri. Assente Diego, esclusoio dall’udir; vedi, propizio è il punto,per farsi innante. Altro non so: ma dianzitradimento nomar l’amistá readi Garzía con Salviati udimmo; or lieveimprudenza si noma: e quel sí spessoteco garrir, che tracotanza ell’era,con altra voce or giovenil bolloresi appella: e l’odio del poter d’un solo,che apertamente egli professa, or l’odofrivol pensier nomare. — In Cosmo l’iragiusta rinascer ogni giorno io veggo:ma in breve spegner suole arte donnescail senil fuoco. In fin, Garzía stamanechiamar s’udía fellone; oggi (ed appenatramonta il dí) scolpar del tutto ei s’ode,difendere, innalzare; e fia, fors’anco,che premiato ei si veggia.Diego E che rilevaa noi pur ciò? duolmi che in grazia al padretorni il fratello? A ravvedersi, forseciò sol può trarlo.Piero E piú di te fors’ioinvido son del ben altrui? ma, duolmil’inganno, e piú l’alta feral rovina,che a nostra stirpe, al padre, e a te sovrasta.Diego Al padre? a me? Che vuol Garzía? che puote?Piero Regnar vuol egli; e il potrá pur, se taci.Diego Regnar?... Ma, un brando io non ho forse?Piero Altr’armi
ei tratta. Or dianzi, un passeggero sdegno
contro di lui ti accese; odiar non sai,né rimembrar le ingiurie tu: ma, s’altrigiú nel profondo del cor le rinserra;se fervid’atra ira nascosa bollesí, che a scoppiar lunge non sia...Diego Ma il padrein alto oblio non ha l’empia contesasepolta?...Piero Il crede; ma Garzía nol crede.Diego — Ma tu, mi par, che eccitator di rissene venghi a me. — Che mi può far costui?Piero Sí, di discordia esca son io: securoin tuo valor, senza alcun senno, statti;s’io men t’amassi, anch’io ’l sarei. — Ben prendaal tuo destin, che i suoi disegni in tempoio penetrava. Or la salvezza tuaa svelarteli trammi, e in un la nostra:che s’io volessi eccitar risse, al solopadre ne andrei: ma ben v’andrò, se nieghidi udirmi tu.Diego Che dunque fia? favella.Piero Giá giá la notte tacita s’inoltra,e tenebrosa molto. Entro la grottache del cupo viale in fondo giaced’alti cipressi sepolta nell’ombre,lá Salviati, invitato a reo consiglioda Garzía, ne verrá; giá vi s’ascondeei forse, e l’altro ivi a momenti attende.Lá d’estrema vendetta i mezzi dennofermar tra loro. Io tutto so dal messoche l’invito recò. Preghi, minacce,molt’arte, e doni, e vigil mente, or mi hannol’arcano orribil rivelato: in breve...Ma, che vegg’io? stupor pure una voltasu l’intrepido tuo volto si pinge?...
Pur, ciò ch’io dico è poco: appien convinto
den farti i proprj orecchi tuoi: vo’ tuttofarti veder con gli occhi tuoi.Diego Ma quale,qual empio è costui dunque? Il dí, che il padrei passati delitti a lui perdona,si accinge a nuovi? — A gran rovina ei corre.Piero Ma pria vi spinge noi. Salviati (il sai)abborre te, non men che il padre. Appenadetto Garzía gli avrá, che tu primierodi trucidarlo a Cosmo consigliasti,ch’ei... Tremo in dirlo... Ardon di rabbia entrambi.Al mal voler l’arte si aggiunge; il tempofassi opportuno anco alle insidie:... e startivuoi negghitoso? E statti: al padre io volo;segua che puote. — Ad ovviar piú danno,a procacciar scampo a noi tutti, io il mezzotrovo; e tu il nieghi? a ciò proveggia il padre.Ei testimon del tradimento infamemeco verranne.Diego Ah! no, nol far: deh! pensa,ch’uom non può farsi accusator giammai,s’ei pur del reo non tien peggior se stesso.Qual fren vuoi tu, che al traditore io ponga?Parla, il farò.Piero Tutto ascoltar dei pria:sottrarsi poscia a note insidie, è lieve.Senza frappor l’autoritá del padre,quando convinto abbi Garzía, tenerloa fren tu sol, col tuo valore il puoi;d’util timor tu riempirgli il core;tu ricondurlo al buon sentier fors’anco. —Deh! va; giá l’ora è giunta: entro la ciecagrotta or t’ascondi; e inaspettate coseivi entro udrai.Diego Tu mi v’astringi: io cedo,
benché contro mia voglia, affin che tratto
lá il genitor da te non sia: vendettatroppa ei farebbe.Piero Ah! sí; ne tremo anch’io:eppur, n’è forza antiveder gl’iniquidisegni altrui... Ma, un romor... Parmi;... è desso:vien lentamente;... egli è Garzia. — Deh! vanne;entra non visto; il passo affretta.
SCENA SECONDA
Piero.
Al fine
ei pur v’andò. — Celiamci; e udiam, se fermosta in suo pensier quest’altro. —
SCENA TERZA
Garzia.
Oimè? chi spinge
miei passi quí?... Dove son io?... Di morteben è la grotta quella. A nobil pugnain ver, Garzía, ti accingi. Oh ciel! che imprendo?...Innocenza, che sola eri il mio vanto,giá non sei meco piú: l’infame colpovibrar promisi... E il vibrerò?... Giá tuttoquí intorno intorno morte mi risuona:e a me solo dar morte or non poss’io?...Oh destin fero!... Giá giá le negre ombretutto velano: è giunta, anco trascorsa,l’ora fatal: certo, di morte il messoPiero spedia; qual dubbio? indugia Pieroa far mai cosa, che altrui nuocer debba?Volò l’avviso traditor, pur troppo!...
Misero amico! in securtá mi aspetti
nell’empia grotta, ch’esser ti de’ tomba...Tomba?... per me cadrai? No, mai non fia.Che fai tu meco, iniquo acciar di Cosmo?Lungi da me, stromento vile...
SCENA QUARTA
Eleonora, Garzia.
Eleon. Oh figlio!...
Garzia Madre, a che vieni? a mi sottrar tu forsedall’imposto delitto!Eleon. Oh ciel! mi mandail crudo padre a te.Garzia Che vuol?Eleon. Ch’io vengaad accertarmi, oimè! cogli occhi miei,se ti appresti a obbedirlo. A Pier spettavatal cura iniqua; ei nol trovò; me quindisceglieva... ahi lassa! E fra momenti io deggiotornarne a lui; che gli dirò?Garzia Che puramia mano è ancor: deh! cosí ’l fosse il labro! —Ma, s’io il promisi, io d’obbedire or niego.Va, digli...Eleon. Oh ciel! non sai?... Se osassi a luiciò riportarne, a orribile periglioio t’esporrei. Cieco è di rabbia...Garzia E il sia;e mi uccida; io l’aspetto.Eleon. E Giulia?Garzia Oh nome!Eleon. Abbi di lei pietá; se averla nieghidi tua misera madre, e di te stesso.Garzia — Va dunque, e digli,... che obbedisco: intanto,
Giulia in salvo a gran fretta...
Eleon. In salvo? E credeCosmo ai semplici detti? Ei quí l’uccisoveder vorrá, cogli occhi suoi. Deh! figlio,duolmi a mal’opra spingerti;... eppur,... pensa...Garzia Dunque impossibil fia Giulia?...Eleon. Non osoil tutto dirti;... eppur, s’io il taccio...Garzia Ah! parla:misero me! tremar mi fai.Eleon. Mentr’ioa te favello,... il genitor tuo stesso...tiene in alto un pugnal sovra il tremanteseno di Giulia...Garzia Oh fera vista! Arresta,deh! padre, il braccio; io svenerollo;... io tostoriedo;... sospendi; or mi vedrai di sanguebagnato tutto... Ov’è il mio ferro?... il ferro?...Eccolo; io corro. Oh ciel!... deh! padre; io volo.
SCENA QUINTA
Piero.
O di virtú caldo amator, tu corri,
tu pur per l’empia via, che all’util tragge.Se tu mentivi il sangue nostro, ell’eragran maraviglia, al certo. — Or vanne; immergi,tu pure il ferro a un innocente in petto. —Che n’accadrá? Nol so: ma, sia qual vuolsil’esito, ognor l’inestricabil nodo,cui caso ed arte han raggruppato, il soloferro può sciorlo. — Udiam... Ma che? giá sentoGarzía tornar? tosto ei ritorna: oh! fossepentito pria?... Non è, non è; ch’io il veggiovenir com’uom, cui suo misfatto incalza.
SCENA SESTA
Garzia, Piero.
Garzia Chi sei tu?... chi... mi s’appresenta innanzi...
su le soglie di morte?Piero Il fratel tuo,Piero...Garzia Il figlio di Cosmo?Piero E tu, nol sei?Garzia Io ’l sono,... or sí;... che un traditor son io.Piero Ucciso l’hai?Garzia Nol vedi? agli atti,... ai passi,...alla tremante voce,... al terror nuovo...che il cor mi scuote?...Piero Io ti compiansi pria,ed or vie piú. — Ma, la tua Giulia hai salva.Garzia Oh ciel! chi sa, se il padre?...Piero A lui men volo.Giulia in salvo fia tosto, ov’io gli arrechiprova che cadde per tua man Salviati.Garzia Prova? ecco il ferro; ei gronda ancor di caldosangue. Va, il reca... Oimè!... se mai la figliail vede,... oh ciel!...Piero Ma, certo sei, che il colpo?...Cadde al primier? nulla parlò?...Garzia Ch’ei viva,temi tu ancora? o udir da me ti giova,a riempirti di malnata gioja,tutto, quant’era, il tradimento atroce?Far ti vo’ pago: e il narrerai tu al padre. —Entrato appena nella grotta, io sento,e veder parmi brancolar Salviati,che mi precede: io per ferirlo innalzotosto il braccio; ma il braccio mi ricade...Giá giá ritorco il piè; ma un flebil grido
di Giulia, quasi ella fosse morente,
me mal mio grado innanzi ha risospinto.Al calpestio de’ passi miei si volgeSalviati intanto; e verso me ritorna.Ecco ch’io giá l’infame acciar gli ho tuttopiantato in core... Un sol sospir di mortecadendo ei manda... Ahi lasso me!... Di sanguespruzzar mi sento: orrido un gel mi scorreentro ogni vena;.., io... per poco... non cadosul corpo suo... Me misero!... L’uscitadi quella tomba orribile... a gran penatrovo, con man tentando... Udisti? — Or, godi.Piero Deh! perché tal mi credi? — Almen benignati fu la sorte in ciò, ch’io sol ti vidiuscir di lá. — Ben saprá poscia il padrea sua posta adombrar tal morte. Il tempotutto cancella: anco il dolor poi cessa.Se il padre il volle, è suo il delitto: avernetu dei mercé, non onta; oltre, ch’ei primovorrá celarlo sempre. — Or, deh! ti acqueta:lieve è il delitto, che a null’uom fia conto.Garzia Mercede a me? morte a me sol si debbe.Dove mi ascondo omai? Questo innocentesangue, ond’io son contaminato e intriso,chi ’l può lavar? non il mio inutil pianto,non del mio sangue il può l’ultima stilla. —Vanne tu al padre; il suo pugnal gli arreca;abbine tu mercede. Il fero messotu di morte inviasti: in te godevi,perfido tu, ch’io divenissi infame,scellerato, qual sei. Tu ben di Cosmofiglio sei vero. Va; lasciami. — Oh cielo!Dove fuggir?... Dove mi ascondo?... Ah! comeomai di Diego sosterrò gli sguardi,or che a buon dritto ei traditor nomarmipotrá? di Diego, che per se non fora
traditor mai; benché a voi caro... Oh rabbia!...
Oh terribil vergogna!...Piero In te, per ora,esser non puoi... Sfoga il dolor tuo giusto:intanto al padre io ti precedo. Ignotoa Diego sempre, ed a tutt’altri, io sperosia per esser tuo fallo.Garzia E il sappian tutti:io prescritta a me stesso ho giá tal pena,da far tacere ogni odio. Al venir mio,fa ch’io sol trovi in libertá tornataquell’infelice Giulia... In me sta posciail far del mio fallire ampia vendetta.
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