III. Tu m'inviasti (e fu maligno il dono)
Epigrammi
Tu m’invïasti (e fu maligno il dono)Pinta da egregia man beltà straniera:Tacita dirmi ch’io pittor non sono,Ti piacque con gentil nuova maniera.Nè di pietade, in ver, nè di perdono,Degno è il mortal, che di ritrarti spera:Ma se costui, che tal bellezza ha pinto,La tua mirava, anch’ei dicea: Son vinto.
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