XCVI. Di Venezia, e di Genova, e di Roma
Epigrammi
Di Venezia, e di Genova, e di Roma,E in ultimo di Malta,La conquista si esalta.Ma, senza palle e polve, appien si domaPreti e frati e parrucche andantemente.Pasto è bensì d’un po’ più duro denteIl tor di mano ai liberi BritanniDi Nettuno il tridente.Di ciò fan fede i danni,Per cui nel mar d’Egitto oggi si scornaQuel vil, che fiacca, a chi non le ha, le corna.
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