Sonetto VI

Il Misogallo

Stridula ruota di vil carro informeVid’io talor, col suo girevol cerchioFendere il negro fetido coperchioD’alto fangaccio liquido che dorme.Appiccicate ad essa ergonsi a tormeLe sozze particelle, il cui soperchioTosto ricade, e fa di sè scoperchioIl legno che oltrepassa, e non lascia orme.Tal veggio or qui nella Città del Loto,Oratoracci infra una vil geniaAggirarsi per darle anima, e moto.Ma il frutto di lor stolta diceriaUn delitto sempr’è, di senno vuoto,Per cui si ottien che ogni uom più sozzo sia.

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