Sonetto VII

Il Misogallo

Impetuoso Borea stridenteDavanti a se fugace neve incalza,E tra’ vortici suoi densa la inalza,Sì che l’aere s’oscura orribilmente.Mentr’atomo contr’atomo, fremente,Volteggiante, l’un l’altro urta, e trabalza;Mobil caos che se stesso, in sè rimbalza,Veggio, e agli occhi sparisce di repente.

Tale, al soffio perenne imperïosoDi passïoni mille, in preda rattoVa il Gallo bulicame in notte ascoso:E si aggira, e travagliasi, e disfattoResta frattanto pria d’aver riposo;Nè, in migliaja, pur uno è stato e ha fatto.

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