Sonetto XL

Il Misogallo

Là dove il Mincio impaludato aggira,Sacro, le mura dell’antiqua Manto,Freme dei Galli la famelica ira,Che di espugnarle anticipato ha il vanto.Ma palma ognora non ottien la diraMegèra ai figli del Tartareo pianto;Rado, è ver, ma talvolta il Ciel pur spiraFausto a chi abborre schiavi in franco ammanto.Tolta è la grave ossidïone: in rivaD’Adige omai si pugna in vario Marte,E ancor la speme dell’Italia è viva.Tedesche braccia, Italo senno ed arteFean l’illustre difesa; onde perivaSconfitto il meglio dell’iniqua parte.

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