Oltre all'ottavo lustro un anno appena

La virtù sconosciuta

Oltre all’ottavo lustro un anno appenaVarcando iva lo amico del mio cuore,Quando il fratello suo morendo il menaSeco in tomba, sì grave ei n’ha dolore.Eppur l’infermo, che duo dì premuore,Doppio aver lascia e libertade pienaAl mio, che esemplo di fraterno amore,Perde a sì fera vista e polso e lena.Nè già gli è tolto nel german l’amico;Ancor ch’ottimi entrambi, eran dispariD’alma, d’ingegno, d’indole, e di brama.Pietà fu sola (e in ver, del tempo antico)Che orbato ha Siena, e me, d’uno dei rari,Ch’ebber alte virtudi, ed umil fama.

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