CCLXVII. All'ab. Tommaso di Caluso
Rime varie
Dunque fia ver, Tommaso mio, soggiacqueA morte acerba irta d’atroci affanniQuella, il cui Spirto alteramente nacquePer scorrer l’etra co’ suoi proprii vanni?
Or, poichè all’empie Parche invide piacqueNegarle il tempo, almen per te s’inganniE la modestia sua che di sè tacque,E la possente tenebría degli anni.
Quando alle molte lagrime concessoAvrai tu sfogo, i pregj allor di leiTutti cantando, eterna in un te stesso.
Tu, sovra ogni altro fido suo, tu il dei;Tu, che l’alto valor visto hai da presso:Farann’eco al tuo canto i pianti miei.
Comments
Loading comments…