CLXIX. Sempre ho presente quell'atto soave
Rime varie
Sempre ho presente quell’atto soave,Con che tu volgi turbatetta il ciglioA me, quand’io non ricco di consiglioErro; che spesso avviemmi, e ognor m’è grave.
Maggiore amor, maggior pietà non haveTenera madre pel suo dolce figlio:Quindi, s’io poi non sempre al ben mi appiglio,Pianto non è che mia vergogna lave.
Donna mia, poco son; ma nulla io fora,Se fra il cieco bollor de’ pensier miei,Te non avessi per mia scorta ognora.
Anco lontana, al fianco mio tu sei:Spiacerti io temo: e al ben oprar m’incuoraL’amor tuo, di cui privo, io non vivrei.
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