CLXX. Donna l'amato destrier nostro il Fido

Rime varie

Donna, l’amato destrier nostro il Fido,Cui tu premevi timidetta il dorso,Sta di sua vita or per fornire il corso,Per morbo ond’io sanarlo omai diffido.

Oggi, pur dianzi, di mia voce al grido,La testa or grave, e un dì sì lieve al morso,Alzava, e mi sguardava. Allor m’è scorsoAgli occhi il pianto, e al labro un alto strido....

Se tu il vedessi! anco tu piangeresti....Pieno ha l’occhio di morte; e l’affannosoFranco, non vien che d’alitar mai resti.

Pur, non so che di forte e generosoSerba in sè, che i suoi spirti ancor tien desti:Ei muor, qual visse, intrepido animoso.

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