CXCII. Ciò che agl'Itali spesso a torto ascritto

Rime varie

Ciò che agl’Itali spesso a torto ascrittoVien da infallibil gallica censura,Che con falsi concetti abbiam naturaTradita, e il vero poetar proscritto;

Voglio ch’or mi si apponga, e a giusto dritto,In questa breve mia strana mistura,Ove il genio francese almo si appura;Se il tant’alto mirar non m’è interditto.

Leggerezza che pesa; ingegno stolto;Franco servaggio; misera ricchezza;Freddo bollore; acchiuder poco in molto;

Scortese civiltà; scarsa grandezza;In migliaja di corpi un solo volto...Parmi, che qui sia il concettar, bellezza.

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