CXV. Siena dal colle ove torreggia e siede
Rime varie
Siena, dal colle ove torreggia e siede,Vedea venir pel piano afflitta erranteDonna di grazïoso alto sembiante,Che movea di ver Arno ignuda il piede.
Chi mai sarà? l’un Savio all’altro chiede:Ma, sia qual vuolsi, or con veloci pianteA incontrarla ciascuno esca festante,Per far di nostra gentilezza fede.
Era colei la Cortesía, che in bandoUscia di Flora, e al Tebro irne credea,Forse non meglio l’orme sue drizzando.
Ma dei Sanesi il bel parlar le feaForza così, che non più innanzi andando,Tempio e culto, fra loro ebbe qual Dea.
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